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Altri insetti ematofagi in ambiente rurale

insetti ematofagi campagna

Quando decidiamo di fare una gita in campagna per goderci il verde e l’aria fresca, dobbiamo spesso mettere in conto che non saremo soli; molti insetti succhiatori di sangue infatti, trovano in questi ambienti il loro habitat naturale, approfittando magari delle mandrie di bestiame e dei grossi allevamenti.

Il passo da mucca a uomo o da cavallo a uomo, per molti insetti ematofagi è semplice ed immediato, col risultati che ci troviamo degli sfoghi da punture diversi da quelli delle odiate zanzare, spesso anche più dolorosi.
Ecco qualche esempio di questi fastidiosi abitanti della campagna:

I Simulidi

simulidiSi spostano in grandi sciami, sono di piccole dimensioni (un paio di mm) ed ematofagi i Simulidi sono una famiglia che da pochi decenni ha acquistato un ruolo importante anche in Italia; grazie alle condizioni favorevoli che si sono venute a creare a partire da metà degli anni ’70, hanno creato non pochi problemi agli allevatori di bestiame del Centro-Nord del Paese, dove hanno preso di mira bovini, equini e persino l’uomo, con fastidiose molestie ad occhi e viso.
Tra i danni che sono in grado di infliggere, attaccando in massa, i più gravi portano alla morte dell’animale per motivi che variano dalla semplice infezione da punture multiple, alla trasmissione di patogeni. I Simulidi sono presenti in tutta Italia con diverse specie, risultando molto diffusi in ambienti “rurali”, dove trovano, nei ruscelli montani o nelle rogge (sempre acqua corrente), il luogo idoneo per deporre le uova e portare a termine lo sviluppo larvale. Negli ultimi anni sono stati riscontrati Simulidi anche in ambiente urbano; in particolare, alcune specie hanno sviluppato la capacità di sviluppo larvale anche in acque con un modesto contenuto organico. L’adulto si presenta come un tozzo moscerino di pochi millimetri; la femmina è ematofaga e deve procurarsi almeno tre pasti di sangue per poter produrre le uova.
Sono facili da riconoscere perché hanno una tipica manifestazione in sciami anche molto grandi, capaci di infestare intere aree, e anche perché si concentrano intorno ai musi di equini e bovini, fortemente attratti dall’anidride carbonica emessa dal respiro.
Sono molto insistenti e tenerli a bada è molto difficile; le loro punture sono più dolorose di quelle delle zanzare e spesso provocano una piccola fuoriuscita di sangue. Abbastanza frequenti possono essere anche le manifestazioni allergiche che fanno durare anche due settimane lo sfogo da puntura sulla pelle.

I Ceratopogonidi

ceratopogonidiDiffusi in tutta Italia dove ne esistono tre specie, si riproducono con larve in acqua stagnante e pulita. Il ciclo vitale dura circa 3 settimane. L’adulto si presenta come un piccolo moscerino scuro dal carattere temerario; quando sta pungendo difficilmente molla la presa anche se ci si avvicina lentamente con la mano per schiacciarlo. Il morso risulta più doloroso di quello di una zanzara e può causare reazioni allergiche.
Sono tipici delle periferie di città ed alpeggi. Al pari dei Simulidi, sono spesso associati alla presenza del bestiame, in particolare i Ceratopogonidi sono parassiti degli ovini, dove rappresentano il principale vettore della malattia “lingua blu”, fatale per le pecore ma innocua per l’uomo.

I Tafani

tafaniSono grossi ditteri (da 0,5 a 3cm), molto conosciuti da chi vive a contatto col bestiame, temuti per le loro punture dolorose non solo per l’uomo ma anche per gli animali che, se bersagliati ripetutamente, diventano irrequieti, intrattabili e producono di meno. Questo succede perché l’apparato boccale dei tafani non perfora ma lacera la pelle. I tafani attaccano con più aggressività in presenza di acqua o corpi bagnati, sono insistenti ed è difficile scacciarli. Anche per questi insetti è la femmina che punge per portare a maturazione le uova; normalmente i tafani sono predatori di altri insetti.

E le zanzare?

zanzareL’ambiente rurale è frequentato assiduamente anche da alcune specie di zanzare tipiche di questi luoghi, che trovano nei grossi ristagni come oasi e paludi, l’habitat ideale per svilupparsi. La regina di questi ambienti è la zanzara Anofele (Anopheles claviger), un po’ più grossina delle specie cittadine, si fa sentire di più quando punge. Facile trovare anche Ochlerotatus caspius, la zanzara di risaia, anch’essa abitatrice di zone paludose; al contrario dell’Anofele, questa è più insistente e quando esce la sera in sciami non dà respiro a meno ché si utilizzino potenti repellenti.
Vi sono anche molte altre specie di zanzare meno conosciute che ci possono pungere quando andiamo a fare delle gite, ma risultano di minor interesse perché molto localizzate o meno aggressive.

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