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Predatori naturali delle zanzare

I predatori naturali delle zanzare e delle loro larve sono da alcuni anni alla ribalta come la soluzione finale ed ecologica al problema. Purtroppo non sono risolutivi e in certi casi neanche tanto ecologici.

Periodicamente giornali e televisione annunciano la scoperta di qualche nuovo predatore naturale delle zanzare che dovrebbe eliminare il problema semplicemente introducendo uno di questi organismi nell'ambiente. Solo per il fatto che non vengano usati prodotti sintetizzati in laboratorio si utilizza il termine "ecologico". Ricordo che ecologico significa "che salvaguardia l'ambiente naturale".

Gambusia

Si incominciò con la Gambusia, i consigli erano di introdurre Gambusie in tutti gli accumuli di acqua dei nostri giardini. Anzi meglio, creare appositamente dei laghetti artificiali dove mettere poi i pesci. Ovviamente ci fu un incremento enorme del commercio di questi pesciolini con prezzi ben al di sopra della media. Nessuno si è preoccupato di informare sulle controindicazioni causate dall'allevamento e dall'introduzione nell'ambiente di questi pesci.

Pipistrelli

Dopo qualche anno arrivarono i pipistrelli. La possibilità di costruirsi una batbox e la promessa di mangiare 2000 zanzare a notte ha prodotto un fenomeno ancora più esteso. Non solo i privati ma molti Comuni hanno acquistato e posizionato batbox sul territorio. Ci sono siti internet specializzati nella vendita di batbox. Come spiegato da noi e da accreditate associazioni di entomologi l'impatto sulla popolazione di zanzare è discutibile e piuttosto limitato. Aiutare i pipistrelli (per i quali nutriamo infinita simpatia) a sopravvivere e a proliferare sembra invece una iniziativa lodevole, almeno finchè non verranno dichiarati a loro volta specie infestante.

Copepodi

L'ultima scoperta riguarda dei crostacei antizanzare, i copepodi. In questi casi la forzatura del termine "ecologico" è ai massimi. Si tratta di piccoli organismi acquatici allevati in laboratorio e venduti in scatolette insieme all'acqua necessaria alla loro sopravvivenza. L'idea è creare dei balconi antizanzare posizionando una bacinella d'acqua contenente i malcapitati crostacei. Il principio di funzionamento sarebbe sperare che la furba zanzara tigre depositi le uova proprio in quella bacinella così che i Copepodi possano poi cibarsi delle larve.

L'impatto sulla popolazione rischia di essere veramente limitato, i Copepodi vogliono acque pulite, la zanzara tigre no. In ogni caso allevare e commercializzare organismi viventi ha ben poco di ecologico. Sono in commercio ovitrappole che funzionano con lo stesso principio senza usare innocenti organismi e senza rischiare che la morte di questi crei veri e propri focolai di riproduzione.

In natura non esistono predatori che in condizioni normali si nutrono esclusivamente di zanzare o delle loro larve. Organismi che dipendono da uno sola fonte alimentare sarebbero già estinti da tempo. Certamente tutti questi predatori possono contribuire a contrastare il problema mangiando anche numerosi esemplari di zanzara, ma affidarsi ad essi per una lotta efficace non ha fondamento.

Anzi, molto spesso è bene riflettere sui danni all'ambiente causati dall'allevamento e dall'introduzione di questi organismi.

Per sfatare qualche altro mito ecco i risultati di alcuni studi scientifici relativi ai principali predatori di zanzare.

Rondini

Alcuni testi dichiarano che una rondine si nutre di 2.000 zanzare al giorno, e fino a 14.000 quando gli insetti sono estremamente abbondanti. Questa affermazione si basa su una stima del numero di zanzare che sarebbero necessarie per sostenere un rondine, non su un'analisi reale della dieta naturale. Studi su questi uccelli dimostrano che le zanzare costituiscono una porzione insignificante della loro dieta (Griffin 1968, Johnston 1967).

Rane e girini

La maggior parte delle rane adulte e dei girini non mangiano zanzare. Non vi sono prove che le zanzare siano una parte consistente della dieta degli adulti di qualsiasi specie di rana. I girini della maggior parte delle specie di rana sono erbivori. Solamente poche specie di girini presenti in Nord America e in Europa possono nutrirsi di larve di zanzara, tuttavia alcuni girini possono competere con le larve per i prodotti alimentari presenti nell’acqua (Blaustein e Margalit 1996; Mokany e Shine 2003a).
Prove sperimentali di girini per il controllo delle zanzare hanno suggerito che potrebbe ridurre le popolazioni della zanzara, ma questo lavoro è stato effettuato in contenitori artificiali (Ritchie 1982; Spielman e Sullivan 1974; Willems et al. 2005).

Tartarughe

La tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys scripta) è stata usata per il controllo delle larve di zanzara. In una comunità in Honduras, in ogni serbatoio dell’acqua in cemento è stata posta una tartaruga di 6-12 mesi di età. Le tartarughe sono state efficaci nei serbatoi e hanno fornito un completo controllo delle larve di zanzara (Marten et al. 1992, Borjas et al. 1993).
Negli Stati Uniti, le tartarughe sono state introdotte in contenitori sperimentali all’interno di un fossato lungo una strada in Louisiana, per il controllo delle larve di zanzara Culex (Marten 2007).  Viene riportato che le tartarughe hanno ridotto il numero di larve del 99% alla quinta settimana di studio.
Esistono tuttavia dei problemi pratici legati all’utilizzo di tartarughe per il controllo biologico (Marten 2007). La necessità di una ulteriore fonte alimentare e la capacità delle tartarughe di allontanarsi dall’area sono due potenziali problemi.

Pesci

Molti tipi di pesci mangia-zanzare sono stati usati in programmi di controllo nel mondo (Walton 2007). Attualmente, l’utilizzo di pesci è limitato da due problemi. Primo, introdurre pesci non-nativi può avere conseguenze drammatiche sull’ambiente acquatico. I pesci non-nativi possono competere con i pesci nativi e portare localmente alla loro estinzione o quantomeno ridurne la popolazione. Inoltre possono avere effetti gravi anche su altre specie, in particolare in ambienti dove il pesce era assente prima dell’introduzione. Un secondo problema riguarda l’introduzione di organismi patogeni quando si trasferiscono pesci nativi da un’area all’altra.

Ditisco

Il ditisco è un coleottero acquatico. La numerosa famiglia dei ditiscidi conta centinaia di specie tutte caratterizzate dall'essere ottime nuotatrici grazie ad una serie di speciali adattamenti alla vita acquatica. Abilissime nuotatori, sono dotati di mascelle robuste, trasformate in tenaglie in grado di catturare varie prede tra cui le larve di zanzara.

Geco

I Gechi sono dei rettili molto comuni in tutte le aree temperate e tropicali della Terra, sono simili a piccole lucertole. Il geco è ghiotto di insetti, anche di zanzare, e potrebbe riuscire a catturarne una buona quantità.

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