
I Copepodi sono dei piccoli crostacei che possono nutrirsi si larve di zanzara. Sono la nuovissima trovata antizanzare promossa come ecologica. Vengono allevati in laboratorio e venduti in scatolette.
Alcuni entomologi bolognesi, guidati da Gian Umberto Accinelli ideatore di Eugea spin off dell'università di Bologna, hanno creato una soluzione ecologica per l'eliminazione delle zanzare.
Ma di cosa si tratta esattamente? Accinelli hanno affermato di aver “scoperto che esistono in natura, a livello autoctono, dei piccoli crostacei che si chiamano copepodi. Questi micro-crostacei sono dei formidabili predatori di larve di zanzare. Li abbiamo allevati in un grande laboratorio e adesso li commercializziamo per i cittadini. Il 'kit' comprende una scatoletta contenente acqua e copepodi. Questi piccoli gamberetti vanno matti per la zanzara tigre. Diciamo che a loro piace molto la cucina etnica”.
La spiegazione continua affermando che: “I copepodi vanno versati in cisterne d’acqua o in una bacinella d’acqua sul balcone di casa. Le zanzare tigre andranno a deporre le uova proprio in queste piccole riserve. Le larve che usciranno dalle uova verranno subito attaccate dai copepodi. Se in tanti adottassimo questo procedimento, il livello di popolazione della zanzara tigre diminuirebbe. Sia chiaro, non è l’ultima parola per l'eliminazione di questo insetto, ma sarebbe un grosso passo in avanti”.
La soluzione non è nuova, già nel 2011 Eugea ha proposto il barattolo contenente questi crostacei, poi l'intervista fatta ad inizio 2012 su una nota radio nazionale ha fatto conoscere il prodotto grazie al consueto tam-tam mediatico riservato alle iniziative "ecologiche".
Il concetto di creare focolai artificiali al fine di indurre le zanzare a deporre le uova è noto da tempo. Le zanzare però sono tutt'altro che stupide, scelgono i luoghi di ovodeposizione con cura. Acque limpide non sono gradite, soprattutto dalle zanzare tigre. Non a caso le ovitrappole più moderne prevedono l'uso di pastiglie per il trattamento delle acque per invogliare mamma zanzara.
La cosa che però mi piace di meno è che non vedo cosa ci sia di così ecologico nel produrre crostacei in laboratorio e venderli in scatolette. Ecologico significa proprio "che salvaguarda l'ambiente naturale" e non mi sembra che dal punto di vista dei Copepodi essere allevati e venduti rispecchi questo concetto.
Per non parlare poi del fatto che i malcapitati Copepodi potrebbero morire (per condizioni ambientali non adatte, per mancanza di cibo o altri motivi). In questo modo i balconi antizanzare diventerebbero veri e propri focolai di riproduzione invece che trappole mortali.
Non sarebbe più semplice usare una normale ovitrappola (sicura, ecologica ed economica) da posizionare sul balcone di casa senza l'ausilio di organismi viventi?











Commenti
Gentili curatori del sito mosquitoweb.it,
prima di tutto grazie per aver pubblicato la notizia sui copepodi. Mi permetto di rispondere alle vostre critiche:
- Il sistema delle ovitrappole è noto da tempo e non è certo una scoperta degli entomologi di Bologna di cui faccio parte. Con i copepodi forse c’è un vantaggio in più: sono molto economici e non abbisognano di “manutenzione”. Questi piccoli crostacei infatti sono dei predatori generalisti in grado di nutrirsi anche di altri animali, come per esempio protozooi che abbondano in piccole raccolte di acqua. Inoltre, essendo animali delle nostre zone, essi permangono per anni. Ricerche condotto dagli entomologi di Bologna, hanno evidenziato che in alcuni bidoni, dove i copepodi erano stati lanciati alcuni anni addietro, questi piccoli animali continuino a prosperare.
- Durante la trasmissione non c’è stato il tempo di parlare delle acque limpide, si suppone però che dopo qualche giorno dalla messa in atto della tecnica, l’acqua si intorbidisca naturalmente.
- Ecologico è un termine con tanti significati. Il principale rimane però “salvaguardia di un ambiente ormai compromesso”. Puntare sul valore ecologico significa cercare un nuovo equilibrio in un ambiente purtroppo degradato dal punto di vista ambientale. E le nostre città e le nostre campagne sono proprio un esempio di questo. E le cosidette tecniche di lotta biologica classica vanno proprio in questa direzione: esse consistono nel liberare animali antagonisti per contrastare le popolazioni di insetti/organismi dannosi all’uomo e alle coltivazioni. Se attualmente l’Italia è il maggior produttore di prodotti biologici in Europa, se adesso possiamo trovare tanti prodotti biologici al supermercato o in negozi specializzati, se ora il nostro paese è in grado di produrre cibo più sano rispetto a qualche anno addietro, ebbene lo dobbiamo essenzialmente a queste tecniche e a Giorgio Celli e al suo gruppo che hanno studiato e diffuso queste tecniche in Italia fin dagli anni ’70.
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti