west nile virus

In Italia si sono verificati numerosi casi di malattie tropicali trasmesse dalle zanzare. In particolare quest'anno si è registrato un aumento dei casi di West Nile Virus. La situazione è ancora sotto controllo ma la lotta alle zanzare deve essere una priorità.

Il West Nile Virus ha fatto la sua apparizione in Italia nel 1998 in Toscana tra le province di Pistoia, Lucca, Firenze e Pisa. Verso la fine dell'estate alcuni cavalli risultarono infettati e sei di essi morirono a causa di questa malattia. Non ci furono casi nell'uomo.

 

Con il decreto del 29 novembre 2007 è stato approvato il piano di sorveglianza nazionale per la encefalomielite di tipo West Nile (West Nile Disease) che implica il monitoraggio delle zone a rischio, ovvero dove la presenza di zanzare è elevata. Le azioni da intraprendere comprendono: istituzione ed utilizzo di una rete di animali sentinella, sorveglianza sulle cause di mortalità negli uccelli selvatici, istituzione ed utilizzo di un sistema di sorveglianza entomologica, istituzione di un sistema informativo telematico.

Il monitoraggio del territorio è un elemento fondamentale nell'opera di prevenzione. Un esempio da cui trarre insegnamento è la situazione che si è verificata negli Stati Uniti nel 1999 quando si presentò a New York una epidemia di West Nile Virus tra gli animali. La malattia si diffuse negli anni successivi nelle aree attigue culminando nel 2003 quando tutti gli Stati Uniti vennero riconosciutii ufficialmente area endemica.

 

 

E' stato pubblicato di recente uno studio da parte di Eurosurveillance secondo cui i casi di virus West Nile in Italia sono in aumento. Le persone infettate sono passate da 9 nel 2008 a 16 nel 2009 (dati aggiornati a settembre 2009). Le regioni colpite sono state il Veneto, l'Emilia Romagna e la Lombardia.

 

Dei 6 casi riscontrati in Veneto 5 sono stati registrati nella Provincia di Rovigo e uno tra le Province di Rovigo e Venezia. Le persone colpite hanno tutte una età superiore ai 60 anni. Tutti i pazienti sono stati ricoverati, uno di questi è deceduto.

 

Sono stati 8 i casi registrati in Emilia Romagna, uno nella Provincia di Modena, 5 nella Provincia di Ferrara, uno nella Provincia di Imola e uno nella Provincia di Bologna. Anche in questo caso l'età dei soggetti è superiore a 60 anni. Molti altri casi sono stati segnalati al laboratorio del Centro regionale di riferimento per le emergenze microbiologiche (Crrem) a Bologna, successivamente risultati negativi ai test di laboratorio.

 

In Lomabrdia sono stati confermati due casi di infezione relativi a persone residenti a Mantova.

 

Si sono inoltre verificati, sia nel 2008 che nel 2009, molti casi di infezione tra i cavalli.

 

Rispetto all’estate del 2008, nel 2009 l’area di infezione del virus West Nile si è estesa, tanto che sono state sospese le donazioni di sangue per tutte le persone che hanno soggiornato almeno 24 ore nelle zone a rischio.

 

A preoccupare ulteriormente giunge una scoperta fatta dal laboratorio di virologia dell’Università di Padova. La scoperta dei ricercatori padovani ha consentito di sequenziare completamente il genoma virale e di confrontarlo sia con il ceppo isolato in Toscana nel 1998 che con il genoma di altri virus isolati in Europa e negli USA.

 

Dall studio è emerso che il nuovo ceppo che sta circolando in Italia è molto simile a quello isolato nel 1998, ma ha acquisito delle nuove mutazioni che gli conferiscono una maggiore virulenza. Proprio questa mutazione è ritenuta responsabile della rapida diffusione del virus.

 

Sarà quindi ancora una volta cruciale l'attività di allerta dei nuovi casi di infezione, lo screening delle donazioni di sangue e la prevenzione. «Vista la mutazione che presenta il virus isolato, con l’arrivo della prossima stagione estiva - ha affermato il professore Giorgio Palù, direttore del laboratorio di virologia di Padova e Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia - potrebbe interessare anche zone dove non è ancora presente, un po' come avvenuto negli Stati Uniti».

 

Fonti: Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Zooprofilattico sperimentale

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