Lettera inviata a La Voce di Romagna

Lettera inviata a La Voce di Romagna

Gentilissima Redazione,

Vi scrivo per raccontare la mia personale, allucinante esperienza riscontrata sperimentando la tanto lodata "campagna di sensibilizzazione e prevenzione" del Comune di Rimini nei confronti dell'infestazione da Aedes Albopictus (Zanzara Tigre). Sottolineo che faccio parte del Comitato "Fai da Te", costituito nel 2002 con i medesimi nobili fini, ma evidentemente poco esemplare per gli Amministratori e, soprattutto, molto più efficace e presente sul territorio sotto tutti i punti di vista; punti di vista (divulgazione, lotta, prevenzione) divenuti emergenze oggettive dopo la comparsa, l'anno scorso, dei primi gravi casi di malattie tropicali trasmesse dagli insetti.

Abito a Marina Centro e da circa 4 anni vivo "gomito a gomito" con la Zanzara Tigre. Non potendo far altro che arginare il problema, dai primi momenti di manifestazione del fenomeno ho cercato di imporre alla mia famiglia una condotta rigorosa dal punto di vista delle semplici attenzioni (assenza di sottovasi, eliminazione di ogni ristagno d'acqua, pulizia regolare del giardino) e la dotazione di apparecchiature e/o sostanze ritenute idonee a fronteggiare la diffusione (acquisto di Mosquito Magnet, di Black-Hole, di insetticida, etc.). La presenza indefessa di nugoli di zanzare in qualsiasi condizione di umidità/siccità, mi ha da tempo convinto che le "colture" cui sono sottoposto per 4 mesi l'anno poco dipendano dalle aree pubbliche e che, molto probabilmente, qualche vicino di casa stia involontariamente allestendo un allevamento di Tigre suo malgrado, a causa della propria negligenza e/o imperizia.

Se sino a due anni fa la suddetta convivenza con sciami di zanzare e vicini poco attenti si è rivelata sì tremendamente fastidiosa ma da noi adulti amaramente tollerata, da quando in casa mia sono presenti due bimbe piccole (una di due anni e mezzo, l'altra di 6 mesi) e, soprattutto, da quando i terribili insetti si sono rivelati potenziali portatori di malattie praticamente sconosciute a livello nazionale (gli effetti terrificanti di Chikungunya e Dengue, su adulti e soprattutto bambini, sono facilmente reperibili in Internet) la nostra attenzione di cittadini-genitori è divenuta parossistica.

Stante, quindi, un'infestazione domestica sempre più accentuata e la constatazione che le bimbe sono ormai martoriate quotidianamente nonostante le nostre premure, ho provveduto personalmente a contattare il numero verde predisposto da Hera e pubblicizzato attraverso il materiale informativo/sito istituzionale. A questo fantomatico call-center, contattato a più riprese sia lasciando messaggi urgenti in segreteria sia parlando con operatori (il servizio è attivo dalle 13:00 alle 19:00), io e mia moglie abbiamo spiegato la situazione intollerabile a cui ormai siamo sottoposti, chiedendo la possibilità di effettuare un sopralluogo per verificare se e dove vi fossero focolai nella zona (in altri isolati di Marina Centro, infatti, attualmente gli esemplari sono rari). A quattro settimane dalla chiamata, tutt'ora rimaniamo in attesa di un riscontro!

Sull'altro versante, ovvero quello pubblico, nonostante in tutta Italia siano divenute leggenda (metropolitana, aggiungerei) «le campagne di disinfestazione attuate dai Comuni emiliano-romagnoli», questo pomeriggio alle 14:55 un operatore ha suonato al nostro campanello in nome e per conto del Comune stesso; orbene, neanche 3 minuti dopo (circa 180 secondi), ovvero il tempo di aprire il cancello e recarmi al portone del condominio per riceverlo, l'operatore si era "volatilizzato". Sono uscito in strada per rintracciarlo, ma nonostante l'aiuto di un vicino (che a sua volta ha dovuto rincorrerlo non metaforicamente, a causa della fretta con la quale l'operatore ha atteso per pochi istanti che venisse accolto) non sono più riuscito a trovarlo. Non sto scherzando!

A questo punto, da cittadino, mi chiedo: chi sono i soggetti che si recano nelle abitazioni per le verifiche? Quali direttive vengono impartite? Quanti fondi sono stati stanziati? Si vuole realmente perseguire una politica di strategia/prevenzione (certamente fallace, a questo punto, e inutile) o il Comune vuole solo dormire sonni tranquilli per aver parzialmente assolto ad un dovere morale e di salute pubblica?
Ma soprattutto: data la velocità olimpica intercorrente fra una visita al privato e quella successiva... le case degli invalidi, degli anziani o delle persone banalmente impegnate in altre attività (quindi non fulminee nell'accogliere i messi) non vengono mai controllate?

Quando si parla di "sinergie perfette tra pubblico e privato" spero non ci si riferisca a casi come questo.


Distinti saluti.

[b:2wckggc1]Comitato "Fai da Te"[/b:2wckggc1]
[i:2wckggc1]per la sensibilizzazione alla lotta alla Zanzara Tigre[/i:2wckggc1]

viale Cormons, 28
47900 RIMINI

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